Giornata Europea delle Lingue: la 13^ edizione

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Il 25 e il 26 settembre scorso è stata celebrata la tredicesima edizione della Giornata Europea delle Lingue, sotto l’egida della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. Per l’occasione è stata organizzata una conferenza dal titolo “L’importanza delle lingue: il multilinguismo visto da una prospettiva europea e nazionale”, svoltasi a Firenze presso Palazzo Vecchio. L’evento è stato organizzato dalla Commissione Europea, dalla Direzione Generale Istruzione e Cultura, in collaborazione con la Direzione Generale della Traduzione e dell’Interpretazione. La prima edizione della Giornata Europea delle Lingue si era tenuta nel 2001, grazie all’organizzazione congiunta del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea. Da allora, anche grazie al successo riscosso dall’iniziativa, i Paesi europei si mobilitano per promuovere attività che possano incentivare l’apprendimento delle lingue, riconoscendo il valore aggiunto della diversità linguistica nel processo di integrazione e di crescita europea.

Saper parlare un’altra lingua vuol dire essere più flessibili nell’ambito della ricerca del lavoro, poiché, in un’era di grandi cambiamenti e mobilitazioni, i giovani devono essere pronti a nuove esperienze lavorative che potrebbero richiedere un trasferimento, così come un cambiamento radicale. La capacità linguistica incoraggia anche l’apertura verso nuove culture, ossia verso punti di vista differenti e a volte contrastanti riguardanti la vita e il mondo, e permette una tolleranza maggiore, grazie alla maggiore capacità di comunicare e quindi capire a fondo l’identità e la cultura dell’altro.

A dare il via alle celebrazioni per la Giornata Europea delle Lingue è stata il Commissario Europeo per l’Istruzione, la Cultura, il Multilinguismo e la Gioventù, Androulla Vassiliou, la quale ha affermato che il motto dell’Unione Europea “Unità nella diversità” (“Unity in diversity”) è il fondamento della politica linguistica europea, che mira a rendere le 24 lingue ufficiali, i dialetti e le lingue di minoranza, patrimonio comune dell’Europa, con l’obiettivo di superare le diversità grazie ad una comunicazione efficace tra i popoli. Non bisogna dimenticare che l’obiettivo primario, in termini di politiche linguistiche, dell’Unione Europea, consiste nel dare l’opportunità a tutti gli studenti di apprendere due lingue straniere, innalzando il livello qualitativo dell’insegnamento, considerato insufficiente dall’Indagine europea sulle competenze linguistiche effettuata, nel 2001, in cooperazione con gli Stati membri.

Di conseguenza, due programmi lanciati nel 2012, “Rethinking Education” e “Opening up Education”, mirano a ristrutturare il sistema educativo adattandolo alle nuove tecnologie e puntando alla definizione di nuovi metodi di insegnamento e di migliori prassi. Il programma “Knowledge Alliances” permetterà invece di consolidare il ponte tra la scuola superiore, l’università e il mondo del lavoro. Degno di lode, ha affermato la Commissaria, è il lavoro svolto da interpreti e traduttori, la cui professione, ancora misconosciuta, è fonte di un interesse crescente da parte dei giovani, che, grazie alle campagne di sensibilizzazione organizzate nelle università, si ritrovano ora ad intraprendere studi di interpretariato e di traduzione. […]

(from Rivista di affari europei, Marta Minotti, 2.10.2014)

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