Il latino torna in Campus

latinoAltro che lingua morta: l’idioma dei nostri padri è più vivo che mai, capace di declinare anche i neologismi più attuali. Lo attesta il successo dell’Accademia Vivarium novum e la nascita alle porte di Roma del Polo mondiale dell’Umanesimo che da settembre accoglierà 120 studenti da ogni parte del mondo.

Si fa presto a dire “lingua morta”. Il latino sembra vivo più che mai in questa alba di terzo millennio, e magari rischia di spodestare l’imperium dell’inglese. Saranno contenti Cicerone, Seneca o Virgilio, che il loro latino nobile stia diventando la lingua dei tempi moderni, capace di declinare anche i neologismi più attuali. “Globalizzazione”, per i latinisti diventa “commercia pancosmica”.

Ma chi lo parla oggi? La Chiesa gioca indubbiamente un ruolo da protagonista. Il latino è la lingua usata nel mondo ecclesiastico, anche per operazioni di più prosaica quotidianità. Basti solo ricordare che in Vaticano gli sportelli bancomat riservano istruzioni rigorosamente in latino. E persino il Colosseo, il monumento più visitato d’Italia con oltre 5 milioni di turisti l’anno, ha predisposto una audio-guida in latino. Ma la lectio latinis sul Colosseo non è qualcosa da “Panem et circenses”.

Se anche un settimanale iper-pop come Topolino ha sfoggiato un numero di fumetti in latino, e il maghetto Harry Potter ha tentato una traduzione letteraria da antica Roma, il latino non sembra destinato ad una nicchia di cultori. La sua diffusione è un affare serio, che supera i confini del folklore. Come sostiene Remo Bodei, lo studioso del pensiero utopistico del Novecento, «In un mondo globalizzato, dilaniato dalla crisi, bisogna ritrovare le origini della civiltà umana. I classici non si consumano mai, e il latino è la lingua che ci aiuta oggi a capire le nostre origini».

Il progetto 

Non a caso, proprio le parole di Bodei hanno “salutato” ieri la nascita del Campus mondiale dell’Umanesimo a Roma, un vero e proprio centro propulsore della lingua e cultura latina (così come del greco antico) che accoglierà da settembre 2015, a titolo gratuito, circa 120 studenti meritevoli di ogni nazionalità. Cuore dell’operazione è l’Accademia Vivarium novum, centro di alta formazione umanistica ospitata fino a oggi a Castel di Guido, alle porte della Capitale, e che grazie a un accordo con l’università di Tor Vergata traslocherà nella cinquecentesca Villa Mondragone a Monte Porzio Catone, nei Castelli Romani, dando vita al Campus.

Un progetto ambizioso, sostenuto dalla Commissione cultura di Roma Capitale, presieduta da Michela Di Biase. L’Accademia, guidata da Luigi Miraglia diventa la testimonianza virtuosa di quanto il latino sia multiculturale. «Alla Vivarium novum gli studenti, provenienti da tutto il mondo, spesso con situazioni familiari difficili, parlano correntemente il latino e il greco antico», racconta Michela Di Biase. […]

(MicroMega, from Il  Messaggero,, Laura Larcan, 10.11.2014)

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