Strumenti personali
Tu sei qui: Portale Materiali Guida alle origini scandinave dei toponimi in Gran Bretagna
Navigazione

gradiente orizzontale 150x1

Information about how to contact Maria Antonietta Ricagno and request a quote here.

gradiente orizzontale 150x1

gradiente orizzontale 150x1

  
Richiedete in omaggio il Vademecum per il cliente in formato pdf o epub.
Sarà un valido aiuto informativo su come orientarsi nella gestione di una richiesta di servizi di traduzione per ottenere il risultato ottimale e far realizzare un lavoro in modo professionale.

gradiente orizzontale 150x1

qabiria-banner-180-150.jpeg

 
 

Guida alle origini scandinave dei toponimi in Gran Bretagna

— archiviato sotto:

Articolo molto interessante di Anke-Beate Stahl, comparso sul sito web di Ordnance Survey.

Anke-Beate Stahl
Introduzione

In vari luoghi in Scozia si trovano dei toponimi scandinavi. Ma piuttosto che attribuirli ad un unico punto di origine, occorre distinguere tra quattro aree di influenza scandinava e un certo numero di persone coinvolte nell'operazione di conio di tali nomi in momenti diversi. Spesso, i colonizzatori scandinavi vengono denominati genericamente Vichinghi, ma è un errore considerarli un unico gruppo coeso.

L'impatto scandinavo più forte e duraturo sui toponimi in Scozia ebbe luogo nelle Isole settentrionali, cioè le Shetland e Orkney. I colonizzatori provenienti dalla Norvegia giunsero attorno all'800 d.C. La dominazione e colonizzazione scandinava durò vari secoli e di conseguenza la maggioranza dei toponimi in questa zona è di origine scandinava.

Nelle Isole occidentali, per vari secoli si parlò una lingua nota come Norreno antico (Old Norse – ON) e molte isole, insediamenti e grandi realtà geografiche, come le montagne più alte e le baie più grandi, portano ancora nomi scandinavi. Il Norreno non durò molto a lungo nella zona interna alla costa occidentale della Scozia (dal Clyde verso nord), ma anche lì ha lasciato tracce notevoli nei toponimi. Il crollo della dominazione norvegese nel 1266 portò a una rinascita del Gaelico e generò una diffusa gaelicizzazione dei toponimi (cioè, la pronuncia gaelica e in seguito l'ortografia dei nomi norreni), oltre che alcune sostituzioni di nomi norreni con nomi gaelici. La forza del Gaelico era varia e aumentò nelle Ebridi verso il sud. Inoltre, molte parole scandinave furono importate in Gaelico come prestiti e furono usate per creare toponimi dai parlanti gaelici. Fra gli esempi, vi sono il gaelico geodha, ‘gully, chasm’, preso in prestito dal ON gjá, e il gaelico sgarbh, che deriva dall'ON skarfr, ‘cormorano’ come in Geodha nan Sgarbh (NB0116). Questo toponimo non può essere definito norreno dato che fu coniato dai parlanti gaelici.

La terza area di influenza scandinava, la parte sudoccidentale della Scozia (Dumfries e Galloway), ha stretti rapporti linguistici non solo con il nord dell'Inghilterra, ma anche con l'Isola di Man e l'Irlanda. In questa zona, i toponimi di origine scandinava sono stati influenzati da un certo numero di strati linguistici e pertanto non sono sempre facilmente riconoscibili.

La quarta area, la parte sudorientale della Scozia, ha elementi di toponimi chiaramente collegati a nomi scandinavi del nord dell'Inghilterra. Pertanto, gli elementi dei toponimi possono essere fatti risalire al Danese, piuttosto che al Norvegese.

Poiché l'influenza scandinava sui toponimi scozzesi ebbe luogo durante vari movimenti di insediamento non correlati, si tratta non solo di una, ma di varie lingue scandinave. I dominatori scandinavi delle Isole settentrionali e occidentali parlavano lo Scandinavo occidentale o Norreno occidentale, spesso citato semplicemente come Norreno oppure Norreno antico (Old Norse - ON), da cui sono derivati sia il Norvegese sia l'Islandese.

Sebbene i toponimi del sud-ovest indichino che i dominatori scandinavi che arrivarono dall'Irlanda, che sembrano essere stati principalmente parlanti di Norreno occidentale, potrebbero avere già avuto dimestichezza con il Gaelico, i nomi della Scozia sudorientale puntano all'influenza dello Scandinavo orientale (Danese). Nelle Isole Shetland e Orkney, si parlò il Norn, una lingua che si era sviluppata dall'ON, fino al 18° secolo. 

Distribuzione geografica degli esempi
 
Tutti gli esempi illustrati nel glossario scandinavo hanno origine dalle Isole settentrionali o a nord-est di Caithness. Questo perché in molte delle altre zone di influenza scandinava le lingue successive hanno alterati i toponimi, a volte tanto da renderli irriconoscibili. In alcune parti del paese è molto difficile distinguere tra toponimi scozzesi e scandinavi. L'elenco di elementi toponimi influenzati dallo Scandinavo riflette l'ortografia sulle mappe scozzesi attuali. Le voci sono disposte in ordine alfabetico per facilitare la consultazione. Nella seconda colonna, ogni elemento è collegato alla sua forma originale, ad esempio nel caso dell'elemento brei, come nel toponimo Brei Geo (HU3787), che ha origine dall'aggettivo ON breiðr, ‘ampio’. Tutte le forme ON fornite nel glossario si basano sull'Icelandic-English Dictionary.
Alfabeto

La colonna contenente le forme in ON presenta un certo numero di caratteri insoliti:

ð: noto come ‘eth’, si trova in parole come fjörðr, correlato allo Scottish Standard English ‘fiordo', e rappresenta un [th] sonoro come l'articolo determinativo inglese ‘the’.

þ: noto come ‘thorn’, rappresenta un [th] sordo, come nell'inglese ‘thorn’. Si trova in parole ON come þing che significa ‘gruppo’, ‘luogo di incontro’ e in þveit, ‘pezzo di terra’.

ö: si trova nell'ON höfn, ‘cala/baia’, o l'ON strönd, ‘costa’, ‘spiaggia’ rappresenta un suono molto simile al tedesco ö (o-Umlaut).

æ: si trova in parole ON come fær, ‘pecora’ e fa parte dei nomi Fair Isle (HZ1871) e Fara (ND3295).

Oltre a questi caratteri, un'altra differenza tra l'alfabeto norreno e inglese è l'uso norreno delle vocali a, o, u, i e y (che rappresenta un suono tra la [u] e la [i]). Un accento posto su una vocale significa che la vocale è lunga.

Struttura dei toponimi

Al pari dei toponimi in molte lingue, quelli norreni sono molto descrittivi e solitamente rispecchiano il modo in cui gli inventori dei toponimi percepivano l'ambiente circostante. Così, troviamo nomi che fanno riferimento alla forma delle caratteristiche naturali, come Longa Berg (HU3520), ‘promontorio lungo’, ‘roccia lunga’; o relativi alla località, come Isbister (HU3790) dall'ON eystri, ‘orientale’; o l'ON hár, ‘alto’, come in Hahouse (HY4551) o Ha Banks (HY4919).

Esiste un importante gruppo di elementi toponomi che fa riferimento a fattorie o insediamenti reali, come il suffisso frequentemente usato -bie dall'ON býr, ‘fattoria’, come in Trenabie (HY4350), South Breckbie (HY2426) e Houbie (HU4548), l'ON bólstaðr, ‘fattoria’, che nelle Shetland e Orkney si trova come - bister (Kirkabister (HU5495), Westerbister (HY4602)), ma prende la forma di -bost, -pol o -bol nei toponimi delle Ebridi. Il suffisso generico -sta deriva dall'ON staðir ‘casa colonica’, ‘fattoria’, come in Hoversta (HY4117) e Griesta (HU4144), mentre l'ON setr ‘residenza’ e sætr ‘abitazione’, ‘pascoli collinari’, ‘terre dei prodotti caseari’ si è sviluppato nell'elemento compositore frequentemente usato, come in Dalsetter (HU5099) e Winksetter (HY3415), oltre a –ster, come in Swinister (HU3380).

Animali come cavalli, agnelli e pecore sono componenti normali dei toponimi e danno luogo a nomi come Hestwall (HY4702) dall'ON hestr, ‘cavallo’, ‘stallone’, Lama Ness (HY6843), dall'ON lamb, ‘agnello’ e Sorquoy (ND4691), dall'ON sauðr, ‘pecora’. La terminologia costiera si ispira spesso a pesci e mammiferi che vivono nelle acque come i salmoni, l'ON lax, in Lax Firth (HU4760) e l'ON hvalr, in Whal Geo (HU1751).
 
Nomi ispirati a tipi di terreno come Grut Ness (HU6592) dall'ON grjót, ‘greto’, e Lerwick (HU4841) dall'ON leir, ‘fango’, ‘argilla’. Una categoria importante di toponimi descrittivi è, naturalmente, quella dei colori con l'ON svartr, ‘nero’, come in Swarthoull (HU2978), l'ON rauðr, ‘rosso’, in Roe Clett (HU3978) e l'ON grár, ‘grigio’, come in Grobust (HY4249), per citarne solo alcuni.
I toponimi scandinavi della Scozia seguono schemi di composizione diretti. La maggior parte dei toponimi è costituita da più di un elemento, con un rapporto linguistico tra di essi. L'elemento che qualifica un elemento generico si definisce elemento qualificante o specifico.
Articolo determinativo + generico: i toponimi possono essere composti da un unico elemento generico, solitamente un nome. Spesso, questi sono preceduti dall'articolo determinativo inglese ‘the’. Fra gli esempi, troviamo The Tongues (HU3721) dall'ON tangi, ‘lingua di terra’, ‘lingua’, The Skeo (HU4434) derivato dall'ON skjá, ‘capanna per essiccare i pesci' e The Crook (HU2986), basato sull'ON krókr, ‘piega’.
Specifico + generico: si tratta dello schema di composizione più frequente. Mentre i generici sono spesso nomi, gli specifici possono essere sia nomi sia aggettivi. Esempi tipici di nomi composti da un aggettivo e un nome sono Deepdale (HU3825), ‘valle profonda’, dall'ON djúpr, ‘profondo’ e l'ON dalr, ‘valle’, e Brettabister (HU4857), dall'ON brattr, ‘ripido’ e l'ON bólstaðr, ‘fattoria’. Breiwick (HU2256), dall'ON breiðr, ‘ampio’ e vík, ‘baia’ segue lo stesso schema, come fa Midness (HU4572), dall'ON miðr, ‘metà’ e l'ON nes, ‘promontorio’.
Generico + preposizione + toponimo esistente: i toponimi che seguono lo schema precedente sono molto tipici delle isole settentrionali. La preposizione che collega il generico e lo specifico solitamente è la parola scozzese inglese of (lo scozzese o). Lo specifico è sempre un toponimo esistente. Esempi di questo schema sono Burn of Forse (HU5289), Garth of Tresta (HU6190), Burn of Swartabeck (HY3808) e Clett of Thusater (ND0671).
I toponimi scandinavi delle Orkney e delle Shetland sono stati oggetto di una vasta ricerca. Nelle Shetland è stato effettuato un progetto pilota per raccogliere e registrare i nomi di luoghi locali da elenchi di nomi, mappe, documenti conservati localmente e, cosa ancora più importante, informatori locali. I toponimi sono inseriti in un database che ha lo scopo di promuovere e facilitare la ricerca interdisciplinare. Lo Shetland Place-Names Project coinvolge gruppi storici locali, gruppi di storia, residenti di istituti di cura diurna e persone provenienti da tutte le isole.
 
NOTA: questo documento può essere scaricato dal sito web di Ordnance Survey come file pdf.
 

Ulteriori letture

Cleasby, Richard; Vigfusson, Gudbrand (1957): An Icelandic-English Dictionary, 2nd edition, Oxford University Press. Per una versione online della prima edizione (1874), consultare http://www.northvegr.org/vigfusson/
Jakobsen, Jakob (1936): The Place-Names of Shetland, London and Copenhagen. Marwick, Hugh (1952): Orkney Farm Names, Kirkwall.
Nicolaisen, W F H (2001): Scottish Place-Names – Their Study and Significance, John Donald, Edinburgh.
Stewart, J. (1987): Shetland Place-Names.

Link utili

Scottish Place-Name Society

Glossario

I toponimi sono costituiti da componenti definiti elementi. Si tratta semplicemente delle parole usate dalle persone per descrivere un luogo o la loro risposta all'ambiente.

Questo è un glossario degli elementi derivati dallo scandinavo che si trovano più di frequente nei toponimi in Gran Bretagna. La prima colonna fornisce l'elemento nome nella forma trovata nei toponimi. La parola del Norreno antico originale da cui deriva l'elemento segue, insieme con il suo significato. Per ogni elemento, sono forniti degli esempi.

Il glossario è consultabile integralmente nel pdf scaricabile qui
 
(Ordnance Survey ci ha concesso i permessi di traduzione del presente articolo)
 
 
 
 

 

 

Azioni sul documento
Copyright 2009, by the Contributing Authors. Cita/attribuisci la Risorsa. antonella. (2011, April 03). Guida alle origini scandinave dei toponimi in Gran Bretagna. Retrieved April 21, 2014, from antotranslation.com Web site: http://www.antotranslation.com/materiali/guida-alle-origini-scandinave-dei-toponimi-in-gran-bretagna. Il presente lavoro è licenziato sotto una Creative Commons License Creative Commons License