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I guai infiniti di Italia.it

— archiviato sotto:

Continua la soap opera del sito web Italia.it. Anche la versione francese fa acqua da tutte le parti, con errori grossolani e imprecisioni che suscitano ilarità. Ma, se guardate con l'occhio del traduttore professionista, soprattutto sdegno. Ecco l'articolo completo dal sito giornalettismo.com a firma di T. Caldarelli e C. Pigozzi.

Clamoroso: la pagina web che dovrebbe presentare al mondo le attrattive turistiche del nostro paese, se letta da un francofono, invita a chiudere la finestra. Periodi complicati, sintassi insostenibile, sfondoni ovunque.

“Per queste ragioni il Friuli Venezia giulia si presento come un piccolo universo”; “al visitatore si offrono panorami di una bellezza indimenticabile come come Villa Borghese a Roma”; “Pestilenze: l’Italia offre numerose spiagge”. No, non sono errori: cioè si, lo sono, ma non nostri. Sono ciò che leggereste se foste cittadini francesi, o comunque francofoni, e voleste organizzare un viaggio in Italia servendovi dei potenti mezzi che vi mette a disposizione il governo del nostro paese.

ITALIE.IT - Parliamo, ovviamente, del mai abbastanza criticato - più che un intento programmatico, una triste statistica – Italia.it, nella sua versione tradotta in francese, sito attualmente gestito dal ministero del Turismo, capeggiato dalla rossa (non politicamente, certo) Michela Vittoria Brambilla: website che proprio non si riesce a lasciare in pace, già salito all’onore delle cronache per la faccia del precedente titolare dello sforzo promozionale per il turismo italiano, Francesco Rutelli, che con tutta la buona fede ci provò, ma venne fuori solo l’arcinoto “plìs, visit Itali”. Ma che altro bisognerebbe fare? Qua la situazione è seria! Infatti, pur avendo in mente anche solo la classica immagine del francese stereotipato - schizzinoso e sciovinista – una roba del genere davvero ci si pensa due volte a farla saltar fuori: anche (e soprattutto) perchè, se l’intento è quello di attirare turisti, un risultato del genere viene buono solo a farli scappare. In sintesi: il sito Italia.it, nella versione francese, è pieno di errori. Sfondoni grammaticali, imprecisioni sintattiche, periodi pesanti, un testo che non scorre, una lettura difficile. E dire che il francese, lingua romanza, così simile alla nostra, non è una sfida così difficile da affrontare; e siamo abbastanza sicuri che, nel nostro paese, qualcuno che lo parli bene, da qualche parte c’è, basta cercarlo. Riassumendo, con le parole di un francese madrelingua a cui abbiamo sottoposto la lettura del sito, il problema è che “è evidente che il sito non è stato scritto da un francese” – il che è ovvio e comprensibile – ma ciononostante “da un paese come il nostro ci si aspetterebbe un francese migliore”.

PRESENTE INDICATIVO - Ad esempio: pagina del Friuli-Venezia Giulia. “Pour cette raison le Frioul se présent comme un petit univers”: come un gessetto troppo lungo strusciato sulla lavagna, il brivido che ci percorre la schiena ci ricorda che la terza persona singolare del presente indicativo (appreso entro le prime dieci lezioni del corso di francese, probabilmente) è “présente”: “le Frioul se présente”, a volerlo scrivere bene – ma visto che si pronuncia, appunto, “présent”, il traduttore s’è magari reso la vita più facile. Cambiamo: vediamo il Lazio. “Au visiteur on offre des panoramas d’une beauté inoubliable comme come Villa Borghese à Rome”: “comme come”? E’ qui che capiamo in maniera lampante come il testo sia stato semplicemente copincollato dall’italiano sostituendo le parole: il traduttore se n’è così dimenticata una, anche se l’ha tradotta un attimo prima. Ancora, poco dopo: “dans le Lazio”, anche se fino a cinque righe prima la forma usata per definire la regione con capitale Roma è “Latium”. Decidetevi, allora!

GENERE E NUMERO - Cambiamo regione, andiamo in Emilia Romagna, dove il traduttore mostra di avere qualche incertezza “sessuale” – ovviamente, sempre in campo linguistico: “un séjour de loisirs à la plage le long de la Riviera romagnole ou une séjour élégant”. Allora, questo soggiorno, è maschio o femmina? Un o une (è maschio: le séjour, ndr)? Saliamo, in Veneto, nell’area in cui il sito ci propone delle “idee di viaggio”: “des expositions artistiques jaillissant d’un patrimoine millénaire, des rendez-vous de design et d’art contemporain comme la Biennale de Venise, ainsi que des spectacles de théâtre et de danse”. Probabilmente estratta dal contesto non si nota, ma la frase è platealmente senza verbo: ovvero, probabilmente il verbo va rintracciato nella primissima frase in cima alla pagina, e dunque va sottinteso anche due frasi e due punti dopo; ma qualsiasi professoressa vi potrà dire che sottintendere troppo è una brutta abitudine che rende la frase pesante e poco scorrevole. Inoltre, rinveniamo qui una generale caratteristica del sito, quella della tendenza all’elenco. La pagina in questione, infatti, inizia dicendo che il nostro paese “ospita annualmente eventi senza eguali”, e poi giù una lista. Succede questo, questo, questo e questo; e questo, e questo, e questo, e questo. Così si spiega anche la frase senza soggetto: come se la vetrina del nostro paese fosse semplicemente la lista della spesa di tutte le cose che succedono.

PIAGHE D’EGITTO, ANZI, D’ITALIA - Ancora: idee di viaggio, il mare. “Plagues.
L’Italie possède beaucoup de plages de grande qualité qui, année après année, se distinguent grâce à l’attribution de la Bandiera Blu”
: già, solo che “plagues”, in francese, non vuol dire un bel nulla. Al massimo è una parola inglese, che però vuol dire “pestilenze”, “piaghe”. Il che non è esattamente il meglio che si poteva trovare, diremmo, per pubblicizzare le nostre spiagge (che si traducono, appunto, “plages”, correttamente scritto poco dopo). Allo stesso modo, se volessimo fare “shopping en Italie”, il sito ci ricorda che “faire du shopping en Italie ne signifie pas se limiter pas aux marchés et aux boutiques”, solo che mette un “pas” di troppo, visto che il primo assolve abbondantemente alla sua funzione di concludere la negazione del verbo “significare” già introdotta con il precedente “ne”. Volendo essere pedanti, poi, il traduttore sembra essersi innamorato, o è forse vittima di un disturbo ossessivo-compulsivo, della parola “séjour”, che viene ripetuta di continuo: certo, vuol dire “soggiorno, permanenza”, e questo è un sito sul turismo in Italia, ma qualche sinonimo non guasterebbe.

HAI RILETTO IL TEMA? - Dunque il sito, nella migliore delle ipotesi, è scritto in italiano velocemente tradotto: il che, e non ci vuole una scienza rara a capirlo, è proprio il metodo sbagliato per tradurre un testo. Bisogna entrare nella lingua, renderla bene, e non è difficile: basta far scrivere il testo a qualcuno che lo sa fare. Errori grossolani, che fanno pensare a un redattore che si è dimenticato di una banale buona abitudine: rileggere una volta finito il lavoro. Imperfezioni così evitabili che non sarebbero sopravvissute a una seconda lettura anche mediamente attenta. E’ come se uno studente normalmente impratichito dell’idioma d’oltralpe, aperto il dizionario dopo mesi di digiuno dalla traduzione, si fosse messo a trattare un testo, così, per passare il tempo. Il risultato è una pagina certo comprensibile - non stiamo sostenendo che non si capisce niente: il testo lo è, comprensibile – ma, inevitabilmente, tradotto male. Il che è ancora più grave se si considera che gli errori emergono anche da una lettura assolutamente superficiale, veloce, a volo d’angelo: segno che non bisogna concentrarsi per trovarli.

MPRECISIONI - Un gran numero di errori blu, come abbiamo detto, di quelli che la professoressa corregge senza pietà e mette quattro, ghignando. Accanto ad essi, troviamo immancabili comunque molteplici errori rossi, le imprecisioni, le imperfezioni, i “si-potrebbe-dire-meglio” che contribuiscono alla valutazione negativa del compito in classe del ministero del Turismo. Una sintassi difficile, un periodare pesante, come nella frase già segnalata, che si riferisce a Villa Borghese, dove si dice che “au visiteur on offre des panoramas d’une beauté inoubliable comme come Villa Borghese à Rome, capitale de l’Italie, le parc citoyen le plus fameux où se promener, même en vélo, représente une expérience unique entre l’art, avec la Galleria Borghese et ses chef-d’œuvres, et la nature qui l’entoure, les bateaux et les arbres séculaires” – “panorami di una bellezza indimenticabile come Villa Borghese a Roma, la capitale d’Italia, il parco cittadino più famoso chiaccherato“, usando una subordinata che potrebbe riferirsi sia a Villa Borghese, sia a Roma, facendone un parco. Anche “evénements”, già analizzato, è scritto senza accento iniziale (“événements” la forma corretta); ogni tanto, inoltre, saltano lettere qua e la. Frequenti gli anglicismi, ed è noto che i francesi si arrabbiano moltissimo quando si inseriscono indebitamente termini d’oltremanica nel loro idioma: cosi il termine “ferry” – traghetto , usato quando il sito consiglia al turista come “organizzare il viaggio” – ha un’intera sezione della Wikipedia francese che spiega la disputa terminologica iniziata addirittura dall’Università del Québec, che si conclude invitando i lettori, se proprio vogliono usarlo, a scriverlo “ferry-boat”: e infatti, poco sotto, è lo stesso sito ad usare il più corretto “bateau”. Infine, c’è da notare che evidentemente a un certo punto si sono stancati di tradurre, perchè l’intera sezione Nouvelles” del sito – ovvero, le “novità” – è in inglese. Ma così si arrabbiano!

E’ INTELLIGENTE, MA NON SI APPLICA - Si dirà: ma dai, sono solo refusi, capita, e voi siete pignoli. E, “certo!”, sarà la nostra risposta ad entrambe le osservazioni. Se sono refusi, correggete, no? Anzi: rileggete, prima di consegnare. Altrimenti, se una professoressa francese volesse venire in viaggio in Italia, e per organizzarsi volesse utilizzare il portale Italia.it, qua scoppierebbe un pandemonio! Sottolineature a matita bicolore ovunque! La lingua serve a comunicare: questa è la prima regola. Ed è per questo che nessuno ci vedrà un problema se, in un paese straniero, parlando, non si riuscisse ad essere corretti lessicalmente: in generale, in caso di emergenze ci si potrebbe anche esprimere a gesti, basta farsi comprendere. Già: ma lo Stato italiano non è un qualsiasi turista che si è smarrito nel centro di Parigi. Ha tutto il tempo e tutte le risorse necessarie per scrivere un testo in buon francese: e soprattutto, scrivere bene è molto più che obbligatorio in una pagina web che ha come sola ragion d’essere quella di pubblicizzare all’estero il nostro paese, per mostrarne al mondo le bellezze e invogliare i turisti ad accorrere festanti e danarosi nei nostri alberghi.


(Fonte: www.giornalettismo.com)

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