L’alfabeto e i caratteri del primo Medioevo

Per poter apprezzare le modalità del passaggio dalla scrittura manuale alla stampa, occorre esaminare attentamente come si svilupparono e utilizzarono i caratteri dei manoscritti. L’apprendimento e l’uso dei caratteri costituiva un processo formale che necessitava molto addestramento e disciplina per poter produrre una scrittura in uno stile specifico.


Le lingue europee occidentali derivano il loro alfabeto condiviso dai Romani, che svilupparono i caratteri per rappresentare la lingua latina sul modello dei caratteri greci (a sua volta discendente da alfabeti semitici come l’alfabeto ebraico) al fine di creare un sistema di scrittura distinto. L’alfabeto romano era utilizzato per un’ampia gamma di situazioni, a fini letterari e documentari, ma anche per le iscrizioni sui monumenti e per i graffiti:

 

Graffito romano, Pompei. Ph: Plaàtarte, CC

Graffito romano, Pompei. Ph: Plaàtarte, CC

Con la fine dell’Impero romano di Occidente, nacquero numerosi stati e nelle zone che erano state parte dell’Impero continuò l’uso dell’alfabeto latino, oltre che della lingua latina ovviamente. Tuttavia, nelle zone al di fuori dei confini dell’Impero, l’uso dell’alfabeto romano fino a dopo la fine dell’Impero è attestato in modo sporadico. In tali zone, oltre che in alcune altre in cui la popolazione latinizzata era stata notevolmente interessata da ondate migratorie provenienti dall’esterno dell’Impero (come nel caso della Gran Bretagna), l’alfabeto latino fu introdotto, o reintrodotto, dai missionari cristiani nel corso del primo millennio A.C.

L’alfabeto latino introdotto nell’Inghilterra anglosassone del primo periodo insieme con i Cristiani sembra aver compreso sia lettere maiuscole sia minuscule. Nella scrittura latina esse venivano usate a vari fini, le maiuscole per le iscrizioni e le minuscole per la scrittura manuale. All’inizio del Medioevo, iniziamo a vedere la combinazione di forme minuscole e maiuscole all’interno di documenti scritti a mano, dove la maiuscole venivano usate per indicare caratteristiche testuali quali l’inizio delle sezioni. Questo è il punto che segna l’inizio dell’uso delle maiuscole per indicare l’inizio delle frasi che è attualmente la norma delle lingue europee moderne. Tuttavia, vale la pena notare che gli amanuensi del primo periodo medievale non usavano la punteggiatura allo stesso modo in cui lo facciamo noi e non usavano le maiuscole esattamente in tutti i punti degli scritti dove le useremmo noi oggi.

Nel corso dei secoli successivi del Medioevo, i caratteri in uso in Inghilterra mutarono di forma. Le forme dell’alfabeto latino sviluppate in Gran Bretagna e Irlanda nel primo Medioevo erano alquanto diverse dalle varietà dell’alfabeto romano usate sul continente. Ciò vale in special modo per il carattere minuscolo insulare, cioè quello usato principalmente nei testi in Old English.

 

Onciale. Add MS 45025, fol. 2r. Public Domain

Onciale. Add MS 45025, fol. 2r. Public Domain

Insieme con il minuscolo insulare, gli Anglosassoni usavano anche il carattere onciale, cioè un carattere maiuscolo, oltre che sviluppare un carattere ibrido con caratteristiche miste tanto del minuscolo insulare che dell’onciale, noto come mezzo onciale. I caratteri onciali e mezzo onciali sono facilmente riconoscibili dai grandi fori quasi circolari ad es. nelle O, P ecc. La distinzione fondamentale tra i due caratteri risiede nelle forme delle lettere, in ciò che il mezzo onciale condivide con il minuscolo insulare, ma vi sono anche lettere come la e e la n che tendono ad apparire in forma maiuscola in onciale, ma minuscula in mezzo onciale.

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Lo stesso minuscolo insulare può essere a sua volta suddiviso in un certo numero di varietà. Le caratteristiche distintive di tutti i tipi di minuscolo insulare consistono in un certo numero di lettere che non si trovano nei caratteri continentali. Nell’esempio di mezzo onciale precedente si nota come tra le righe sono presenti delle lettere in piccolo: si tratta delle glosse inglesi al testo latino scritte in una varietà di minuscolo insulare. Le etichette rosse indicano alcune caratteristiche del minuscolo insulare.

Degna di nota è la forma della s lunga, che in minuscolo insulare ha una linea discendente, mentre nei caratteri continentali la lettera resta sopra la riga e si eleva nella parte superiore. Anche la lettera eth è molto caratteristica: si tratta di una forma modificata di d che si sviluppò nell’Inghilterra anglosassone per rappresentare i suoni ora indicati dalla sequenza th. Naturalmente, questa lettera non veniva usata quando ci si serviva del minuscolo insulare per la scrittura latina invece che inglese. Verso la fine del periodo anglosassone, comunque, si iniziò a usare il carattere minuscolo carolingio utilizzato nell’Impero franco per la scrittura di documenti latini in Inghilterra, laddove il minuscolo insulare era solitamente ancora usato per i testi in lingua inglese. Per i lettori di oggi, il minuscolo carolingio risulta più leggibile, dal momento che le forme delle lettere utilizzate sono molto simili a quelle moderne.

 

 

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