Atherothrombotic Events: Overview

Source text: English

Translation

Each year, over 32 million major atherothrombotic events occur worldwide; atherothrombosis is now the world’s leading cause of death.

Classical risk factors for the development of atherothrombosis include obesity, high-cholesterol, diabetes, hypertension and smoking.

Atherothrombosis is a vascular disease affecting the coronary, cerebral and peripheral circulation, putting people at risk for a variety of potentially debilitating conditions such as stroke, myocardial infarction and limb amputation.

Compared to the general population…

Those who have survived a myocardial infarction are 5-7 times more likely to suffer a further myocardial infarction or sudden death…

and 3-4 times more likely to experience a stroke or cerebrovascular events.

Patients who have suffered a stroke are 9 times more likely to have a subsequent stroke or are at 2-3 times greater risk of a myocardial infarction, angina or sudden death.

Patients with peripheral arterial disease have an increased lifelong risk of myocardial infarction and stroke and are 6 times more likely to die from cardiovascular disease within 10 years.

It is important to consider all patients for risk-management following an atherothrombotic event, even if they appear healthy and are recovering well.

Preventative measures that address the underlying pathology are crucial to reduce the risk of further, life-threatening events.

Atherothrombosis is a generalised, unpredictable and progressive condition, which makes it very difficult to determine what the clinical outcome will be and when clinical events will occur.

Atherothrombosis development begins with atherosclerosis, a complex series of events leading to the formation of fatty deposits, or plaques on artery walls.

Most atherosclerotic plaques are considered to be stable, however a small number are at risk of sudden and unpredictable rupture leading to thrombus formation – thus atherosclerosis with plaque rupture equals atherothrombosis.

When the plaque ruptures the underlying connective tissue of the artery is exposed, which activates platelet aggregation and blood coagulation at the site of the plaque. This results in the formation of a thrombus.

This thrombus can vary in size and can either partially, or fully occlude the affected artery. Depending on where this occlusion occurs, the patient could suffer from a stroke, unstable angina or a myocardial infarction, or develop critical limb ischaemia, also known as peripheral arterial disease.

Ogni anno, nel mondo si verificano oltre 32 milioni di eventi aterotrombotici importanti; l’aterotrombosi è attualmente la causa di morte principale nel mondo.

Fra i fattori di rischio classici per lo sviluppo dell’aterotrombosi sono compresi obesità, colesterolo alto, diabete, ipertensione e fumo.

L’aterotrombosi è una malattia vascolare che interessa la circolazione coronarica, cerebrale e periferica, costituendo una causa di rischio di una varietà di condizioni potenzialmente debilitanti per le persone, come ad esempio l’ictus, l’infarto miocardico e l’amputazione dell’arto.

Rispetto alla popolazione generale…

Coloro che sono sopravvissuti a un infarto miocardico hanno una probabilità 5-7 volte maggiore di subire un ulteriore infarto miocardico o la morte improvvisa…
…e probabilità 3-4 volte maggiori di subire ictus o eventi cerebrovascolari.
I pazienti che hanno subìto un ictus hanno una probabilità 9 volte maggiore di essere vittima di un ictus successivo o sono 2-3 volte più a rischio di infarto miocardico, angina o morte improvvisa.

I pazienti affetti da malattia arteriosa periferica presentano un maggiore rischio di infarto miocardico e ictus nel corso della vita e hanno una probabilità 6 volte maggiore di morire a causa di malattia cardiovascolare entro 10 anni.

È importante prendere in considerazione tutti i pazienti per la gestione del rischio in seguito a un evento aterotrombotico, anche se sembrano in salute e si riprendono bene.

Le contromisure preventive per il trattamento della patologia di base sono fondamentali.

L’aterotrombosi è una condizione generalizzata, imprevedibile e progressiva che rende difficile stabilire quale sarà l’esito clinico e quando gli eventi clinici si verificheranno.

Lo sviluppo dell’aterotrombosi inizia con l’aterosclerosi, una serie di eventi complessa che porta alla formazione di depositi adiposi o di placche sulle pareti delle arterie.

La maggior parte delle placche aterosclerotiche sono considerate stabili, tuttavia un piccolo numero di esse è a rischio di rottura improvvisa ed imprevista che porta alla formazione del trombo: in tal modo, l’aterosclerosi con la rottura delle placche equivale all’aterotrombosi.

Quando la placca si rompe, il tessuto connettivo sottostante dell’arteria resta esposto, il che attiva l’aggregazione piastrinica e la coagulazione sanguigna nel sito della placca. Ciò ha come conseguenza la formazione di un trombo.

Questo trombo può variare per dimensione e può occludere parzialmente o completamente l’arteria interessata. A seconda del punto in cui si verifica questa occlusione, il paziente potrebbe subire un ictus, angina instabile o un infarto miocardico, oppure sviluppare ischemia dell’arto critica, anche nota come malattia arteriosa periferica.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close